Yoga patrimonio dell’umanità

Il  45° Congresso Nazionale della FIY resterà sempre una delle esperienze più straordinarie della mia vita.

Tutto il convegno si è sviluppato in maniera coerente, gli interventi degli illustri relatori  hanno saputo rendere il senso di patrimonio dell’umanità .

Yoga patrimonio dell’umanità, questo si leggeva nella sala congressuale, una scritta azzurra su sfondo bianco, quell’azzurro del cielo toscano che ti espande il cuore.

Sono stati tre giorni intensi, il programma era fittissimo e ambizioso, i tempi serrati. Varcata la soglia del resort, luogo ideale per la pratica dello Yoga come ha sottolineato il Dottor Manjunath, sono stato catapultato in una realtà brulicante di tappetini variopinti appesi a spalle di persone che si apprestavano a celebrare lo Yoga. Un flusso di energia colorata che fluiva nei vialetti alberati e profumati dalle erbe officinali. Ognuno con la propria storia, ma tutti ben orientati a divulgare questo immenso patrimonio umano nel modo più genuino possibile.

Antonietta Rozzi – Membro del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana Yoga

E la consapevolezza, di essere nel posto giusto per lo scopo, si radica di fronte alla commozione del Prime Minister’s  Award Yoga 2019 Antonietta Rozzi che riceve un riconoscimento della FIY e dichiara: “ il 30 Agosto, data della premiazione  a Dheli , non ho smesso un attimo di pensarvi:  è  a tutti voi che dedico questo premio” . La semplicità e la grandezza di chi ha le idee chiare. Ed è molto chiaro che per gli insegnanti della FIY si profilano grandi novità. Sorrido ripensando al post di un altro insegnante federale, Mullu Giuseppina, che scrive: “nel 2013 (anno del suo diploma ndr) non mi rendevo conto di tante cose, della “situazione” in cui ho avuto la fortuna di imbattermi…” E si! Ci si sente fortunati quando si può attingere alla fonte, tra i relatori del convegno i maggiori esponenti dello Yoga a livello internazionale.

Come Swami  Atmapriyananda che ci presenta un saggio sulla padronanza di Sé (VI lettura della Bhagavad-Gita):

Chi non è consapevole del Sé si trova in conflitto, come un nemico di se stesso

Ci ricorda come questo riguardi l’intera umanità, non esiste uomo che possa vivere in pace se non è “consapevole e attento”. Tra le motivazioni che hanno portato l’UNESCO ad inserire lo Yoga tra i patrimoni orali ed immateriali dell’umanità si legge:

Designato per aiutare gli individui a realizzare Sé stessi, alleviare le sofferenze che questi possano sperimentare nella vita e raggiungere uno stato di liberazione.

E  così quella consapevolezza di essere nel posto giusto si fortifica e si fa coscienza di essere portatori nel mondo di uno strumento formidabile per la conoscenza del  Sé. E’ grazie a questo forte senso di appartenenza che ho potuto donarmi, col cuore in mano, durante la pratica da me condotta  al convegno. Sono ancora frastornato di fronte all’onda di affetto e sostegno che ho ricevuto da parte di tutti. Sono tornato a casa fortificato, vorrei ricordarmi tutti i vostri nomi, ma il mio Dharana è ancora da migliorare.

Eros Selvanizza, Presidente Federazione Italiana Yoga

Chiudo ringraziando Eros Selvanizza, presidente  della FIY,  per avermi dato questa grande opportunità e tutti coloro che hanno partecipato alla mia pratica.

Infine un grande abbraccio alla mia Insegnante Mimma Di Vella, che si è commossa quando qualcuno ha riconosciuto, nel mio modo di condurre la pratica, una tecnica della sua Insegnante  Piera Scarabelli.

Sandro Paladina – Mimma Di Vella – Insegnanti della Federazione Italiana Yoga

E’ forse questo il mistero dello Yoga, attraversa i secoli mantenendo intatto il suo messaggio di liberazione. OM Shanti

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