Incontro degli opposti e cura del dolore nelle pratiche meditative

Jacques Vigne ha tenuto una conferenza nell’ambito del convegno organizzato dalla Federazione Italiana Yoga dal titolo “Yoga: scienza della mente” tenuta il 25 marzo 2018 ad Assisi.
I temi sono trattati più diffusamente in un libro “Incontro degli opposti e cura del dolore nelle pratiche meditative” pubblicato dalla casa editrice MC Editrice.

Jacques Vigne, psicoterapeuta francese, vive da oltre vent’anni in India. È autore di importanti saggi che stabiliscono un ponte tra la scienza occidentale e la filosofia indiana.

Yoga, respirazione e assorbimento profondo

Progressi nella ricerca yoga

Nella tradizione indù, lo yoga era considerato una disciplina piuttosto esoterica, i cui segreti erano gelosamente protetti nella struttura della relazione guru-discepolo.

Vivekananda con i suoi insegnamenti sugli yoga pratici, poi Shivananda con la sua apertura di dottore di professione, ha contribuito a diffondere questo yoga nel mondo moderno, anche in Occidente. L’idea di ricerca scientifica e medica sullo yoga è iniziata a partire dal 1920 con Swami Kuvalyananda, che ha fondato l’istituto Kaivalyadham a Lonavla, nel Maharashtra, vicino a Mumbai.

In Francia, Therese Brosse è stata la prima ad andare a Benares negli anni Cinquanta per eseguire l’Ecg di yoguis.

Nel 1986, nel corso delle ricerche per preparare la mia tesi di dottorato su una pratica di meditazione, trovai tra gli altri un libro su questo argomento di Walsh e Shapiro, pubblicato a New York negli anni Ottanta, che già forniva circa 700 riferimenti alla ricerca sulla meditazione pubblicati su riviste di medicina o psicologia. Queste includevano molti studi sullo yoga.

Per dare un’idea quantitativa dell’aumento di questi studi, ho fatto affidamento su un articolo di Marcy McCall (Marcy C. McCall, In search of yoga: Research trends in a western medical database, “International journal of yoga”, vol. 7(1), 2014, pagg. 4-8 – www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/ PMC4097914/), così come direttamente sulle statistiche del sito Web PubMed, l’organizzazione che centralizza la ricerca medica e ha pubblicato diversi miliardi di abstract di articoli su questi argomenti.

C’è stato un forte aumento degli studi dal 2007, quando il loro numero ha superato i 100; nel 2012 sono stati identificati 290 articoli e nel 2017 sono stati pubblicati 470 studi.

Possiamo quindi dire che la crescita stessa sta accelerando. Si noti inoltre che questa fonte di PubMed non elenca le pubblicazioni in hindi sul tema dello yoga, che sono comunque importanti, o gli studi in lingue non inglesi. Per gli studi sulla meditazione in generale, il traguardo dei 100 studi è stato superato nel 2005, mentre nel 2012 ce ne sono stati 307 e nel 2017 ben 414.

Il fascino del lavoro spirituale consiste nel suo effetto quasi magico sul nostro mondo interiore: la nostra vita psichica ed esteriore che appariva caotica comincia a organizzarsi come in un magnifico mandala.

All’interno di noi, così come fuori di noi, nella comunità in cui viviamo, le divisioni, le contrapposizioni sono presenti e diventano spesso motivo di sofferenza. Abitiamo in un corpo asimmetrico, dovuto alla nostra anatomia, con un costante squilibrio delle lateralità, una condizione di disagio che immancabilmente si ripercuote all’esterno, alimentando il malessere. Come riuscire a riconoscere queste disarmonie e trovare una possibile riconciliazione? Jacques Vigne, medico psichiatra e profondo conoscitore delle tradizioni spirituali orientali, ci guida a fare esperienza del nostro corpo sottile – il cui funzionamento si basa su quello del corpo fisico – e a renderci conto delle asimmetrie che lo abitano. Percepire chiaramente la differenza tra le sensazioni relative alla narice destra e a quella sinistra, e tra quelle relative alla metà destra e sinistra del corpo, rappresenta uno dei lavori preliminari e più importanti.

Che la parte femminile all’interno di noi cerchi costantemente la parte maschile e viceversa rappresenta un motivo di tensione: occorre soddisfare questa esigenza e praticare l’unione attraverso la confluenza dei canali di energia. Stimolando una attenzione attiva alle varie modalità di percezione delle emozioni, viene suggerita una sorta di “mappa degli opposti”, da disegnare nel proprio corpo e su cui poter intervenire per riportare equilibrio. Le pratiche proposte fanno riferimento alle antiche tradizioni del Râja Yoga e dello Svara Yoga, ma ne rappresentano anche una originale variazione grazie al confronto continuo e sperimentato con la ricerca scientifica.

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