Calmare il respiro

Calmare il respiro

Il vostro respiro dovrebbe essere lieve, regolare e fluido come un rivolo d’acqua che scorre nella sabbia. E dovrebbe essere molto silenzioso, così silenzioso che chi siede accanto a voi non possa udirlo. Il flusso del respiro deve procedere con l’eleganza di un fiume, di una serpe d’acqua, non come una catena di picchi frastagliati o un cavallo al galoppo. Essere padroni del respiro significa tenere le fila del corpo e della mente. Ogni volta che ci sentiamo fuori centro e gli altri metodi non danno risultato, ricorriamo senz’altro al  l’osservazione del respiro.

Non appena vi sedete a meditare cominciate a osservare il respiro. All’inizio respirate normalmente, lasciando che la respirazione rallenti gradualmente fino a diventare tranquilla e regolare e finché la durata di ogni respiro non si allunga sensibilmente. Dal momento in cui vi sedete al momento in cui la respirazione diventa profonda e silenziosa, siate coscienti di tutto ciò che accade dentro di voi.

Con le parole del Sutra della presenza mentale: “Inspirando un lungo respiro, egli sa ‘Io inspiro un lungo respiro’. Espirando un lungo respiro, egli sa ‘Io espiro un lungo respiro’. Inspirando un breve respiro, egli sa ‘Io inspiro un breve respiro’; espirando un breve respiro, egli sa ‘Io espiro un breve respiro’. ‘Cosciente dell’intera estensione del re-spiro, io inspirerò’, così egli si esercita. ‘Cosciente dell’intera estensione del respiro, io espirerò’, così egli si esercita. ‘Calmando la funzione corporea della respirazione, io inspirerò’, così egli si esercita; ‘calmando la funzione corporea della respirazione, io espirerò’, così egli si esercita”.

Dopo dieci o venti minuti circa i pensieri si saranno placati, come una pozza d’acqua senza la minima increspatura.

Contare i respiri

Il metodo del ‘seguire il respiro’ consiste nel rendere calma e regolare la respirazione. Se all’inizio sembra difficile, potete sostituirlo con il metodo del conteggio. Mentre inspirate, contate mentalmente 1, e mentre espirate contate 1. Inspirate e contate 2, espirate e contate 2. Continuate così fino a 10, poi ricominciate da capo. Contare è una specie di filo che lega l’attenzione al respiro. Questo esercizio è il punto di partenza per instaurare una consapevolezza inin-terrotta del respiro. Se manca la presenza mentale, però, è facile perdere il conto. Quando capita, ripartite da uno e andate avanti finché non riuscirete a tenere il conto senza problemi. Quando sarete diventati bravi a concentrare l’ at-tenzione sul conteggio, potrete lasciare da parte questa tecnica per cominciare a concentrarvi direttamente sul respiro.

Nei momenti in cui siete irritati o deconcentrati e vi riesce difficile praticare la presenza mentale, ritornate al respiro: stare sul respiro è già presenza mentale. Il respiro è il metodo straordinario per prendere possesso della vostra coscienza.

“Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh

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